I minori allontanati dalle famiglie non più in
grado di occuparsi di loro sono attualmente circa 1100, solo nell'area del Comune di Milano,
ma le strutture che li ospitano non sono sufficienti: è, quindi, urgente trovare nuove famiglie
che siano disposte ad accogliere i minori in difficoltà.
Per far fronte a questa situazione, il CAM lancia appelli continui per la ricerca di famiglie con o senza figli, coppie
sposate e non, persone singole, senza limiti di età, che possano ospitare bambini e ragazzi per dare loro una casa e una
famiglia temporanea che si prenda cura di loro e li sostenga in attesa che i loro genitori superino il momento di crisi
in cui si trovano.
Il CAM organizza un percorso di informazione e formazione per le famiglie che intendono intraprendere questa avventura
straordinaria: con i colloqui con le nostre operatrici (psicologhe e assistenti sociali) potranno essere accompagnate e
seguite e con la partecipazione ai gruppi di famiglie affidatarie potranno confrontare la loro esperienza con altre
simili eppure tutte diverse.
Con l'esperienza dell'affido i minori trovano nei genitori affidatari delle figure equilibrate e affettuose, capaci di
offrire loro un ambiente sereno in cui crescere; questi bambini hanno bisogno di essere accuditi, ascoltati, aiutati
nello sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale, di sentire curate le ferite inferte loro dalla condizione di crisi da
cui vengono allontanati, senza per questo cancellare le loro radici. Da parte loro, le famiglie affidatarie trovano un
arricchimento personale e relazionale, un’occasione per maturare come figure genitoriali e come persone, vivono la
soddisfazione di essere d’aiuto ad un bambino che regalerà loro riconoscenza e affetto.
I requisiti essenziali per essere adatti a rispondere a questi appelli sono disponibilità, motivazione, senso
dell'amicizia, sensibilità e responsabilità verso i problemi sociali, insieme ad un bagaglio di affetto da dare e un po'
di tempo da dedicare a un bambino in difficoltà.
Helen ha tre anni. Da quando è nata sta, con la mamma, in una comunità. +
Ora, è proprio la mamma a chiedere che la figlioletta venga accolta in una famiglia affidataria perché si è resa conto di non essere in grado di allevarla, dal momento che non può contare sull’aiuto del padre, che è lontano. Per lei è un vero sacrificio, perché vuole molto bene alla sua bambina, e chiede di poterla incontrare spesso.
Helen è una piccola socievole, molto vivace e intraprendente, capace di creare legami profondi. Ha qualche problema visivo (la mamma è molto miope) la cui entità, però, è di difficile valutazione, data l’età.
Per lei il CAM cerca una coppia, possibilmente senza figli, disposta ad accoglierla e a donarle affetto, calore, energie e molto tempo perché la piccola ha bisogno di una relazione privilegiata.
Poiché sono previsti regolari rapporti con la mamma, la famiglia affidataria dovrebbe risiedere a Milano o nell’immediato hinterland.
Christian ha 8 anni e da due vive in comunità. +
La mamma, maltrattata fisicamente e psicologicamente dall'ex-marito, non pare in grado di riconoscere i bisogni emotivi di suo figlio, tende a minimizzarli o ad attribuirli alla mancanza della figura paterna. Il padre in questi due anni non si è mai presentato in comunità per incontrare Christian.
Gli educatori lo descrivono come un bambino affettuoso e sensibile, a tratti oppositivo e provocatorio, ma anche in grado di stare alle regole se si trova in una relazione stabile e sicura. Da tempo Christian si spaventa molto durante i temporali e ha incubi notturni; tendenzialmente è inappetente.
Per quel che si riferisce alla socializzazione, il ragazzino fa fatica a integrarsi nel gruppo e a partecipare attivamente alle diverse attività, preferisce fare giochi isolati, come costruzioni o giochi elettronici. Invece rispetto alla quotidianità, in comunità si mostra collaborativo e partecipa con entusiasmo alla preparazione del pranzo, alla cura del giardino e alle passeggiate.
Christian sembra trarre gratificazione quando gli viene dedicata attenzione esclusiva, comportandosi in maniera rispettosa.
Gli operatori della comunità sono convinti che il ragazzino abbia delle buone risorse e delle potenzialità che, opportunamente supportate in una relazione calda e affettuosa, possono determinare un positivo percorso evolutivo.
Per Christian, il CAM cerca una famiglia con figli grandi o senza figli residente possibilmente nella zona della Brianza.
Jasmine, 11 anni,è nata in Marocco, +
ha alle spalle un'infanzia difficile segnata da maltrattamenti in famiglia che l'hanno precocemente privata della sua fanciullezza. La vita che ha condotto, parte in comunità e parte in casa, con un padre e una madre incapaci di darle affetto l'hanno fortemente segnata.
Oggi vive in una comunità e chiede insistentemente una famiglia che le ridia la gioia di vivere e di provare i momenti felici di un'adolescenza normale.
Se siete disposti ad accogliere con grande affetto e disponibilità Jasmine, telefonate all'Ufficio
Affidi del CAM allo 0248513608 dalle ore 9.30 alle 12.30.
Paola e Nicolò hanno rispettivamente 14 e 11 anni, vivono in comunità da quando i loro genitori i si sono separati. +
La mamma ha un convivente e il padre, rimasto solo, non è in grado di occuparsi dei figli.
I due fratelli si vogliono molto bene e non possono essere separati perché soffrirebbero troppo.
Paola è una ragazzina tranquilla che sa farsi voler bene, le piace disegnare e giocare a palla volo.
Nicolò è un ragazzino vivace e sportivo, pratica con successo l'atletica leggera.
Entrambi vivono con disagio e sofferenza la vita di comunità. Hanno bisogno di una mamma e di un papà che diano loro affetto e attenzione e che li accompagnino fino alla fine degli studi e li aiutino ad avviarsi nel mondo del lavoro.
La famiglia disposta ad accogliere in casa i due fratelli deve abitare nella provincia di Milano per consentire ai ragazzi di incontrare i genitori.
Lorella è una bambina di 9 anni +
che non ha potuto crescere come i suoi coetanei a causa di grandi difficoltà familiari. Da un anno vive in comunità.
La mamma non può occuparsi di lei, per gravi problemi di salute psico-fisici e il padre, preso dai suoi problemi lavorativi, l'ha molto trascurata. Prima di entrare
in comunità, Lorella è cresciuta con i nonni e con gli zii, che però non hanno saputo diventare un punto di riferimento stabile, tale da farla crescere serenamente.
La bambina, a causa della mancanza assoluta di stimoli, ha qualche difficoltà di linguaggio tanto che necessita di un sostegno scolastico e di un aiuto specialistico. Lorella potrà piano piano superare questo problema se troverà una famiglia affettuosa e dinamica, in grado di accoglierla con amore.
Per Lorella si cerca una famiglia che abiti vicino a Milano per consentirle di mantenere i contatti e l'affetto dei suoi parenti cui, nonostante tutto, è molto legata.
Se pensate di poter accogliere Lorella, telefonate all'Ufficio Affidi del CAM allo 0248513608 dalle 9.30 alle 12.30 lun-ven.
Daniel, 9 anni, da tempo vive in comunità. +
Non ha più il papà e la mamma non è in grado di badare a lui e a suoi fratellini.
Daniel è un bambino intelligente e sensibile che ha reagito con un atteggiamento da adulto ai numerosi disagi che la vita gli ha riservato; costretto a continui spostamenti e a rapporti con persone sempre diverse ha dimostrato di sopportare di buon grado problemi più grandi di lui.
In comunità ha avuto modo di esprimere la sua rabbia repressa e si è finalmente comportato come un bambino della sua età. Ma ora Daniel ha bisogno di una vera famiglia, ha necessità di crescere in un ambiente sereno per trovare la sua strada.
Per lui cerchiamo con urgenza una famiglia che possa dargli amore e sicurezze e che abiti a Milano o provincia per dargli la possibilità di incontrare la mamma e i fratellini cui è molto affezionato.
Se pensate di potervi occupare di Daniel, mettetevi in contatto con l' Ufficio Affidi del CAM dal lun. a ven. dalle 9.30 alle 12.30 allo 0248513608
Omar ha attraversato il Mediterraneo quando era in fasce. +
Ora ha 6 anni, occhi neri e pelle ambrata. I genitori, giovanissimi e impreparati al “clima” italiano, non sanno come seguirlo e dargli una solida educazione.
In comunità, però, Omar si sente “diverso” e ha rapidamente perso la sua vivacità e perfino la voglia di giocare. A scuola, poi, fa molta fatica a tenere il passo.
Chiuso in una sorta di isolamento, disegna, crea storie che rivelano un suo mondo ricco e fantasioso in cui vorrebbe immergersi.
Per Omar cerchiamo una famiglia che voglia coinvolgerlo in un’atmosfera affettuosa e dinamica, che abiti in Lombardia, per permettere al bambino di vedere periodicamente i genitori.
La presenza di un figlio di poco più grande di lui, con cui condividere giochi e passatempi, permetterebbe a Omar di uscire dall’apatia in cui è caduto.