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Il CAM ricorda Pia Majno

Si è spenta Pia Ucelli di Nemi Majno, una delle donne che hanno contribuito a scrivere la storia del CAM.

Con Pia scompare una delle figure alle quali il CAM deve una parte importante delle proprie origini e della propria identità.

Nel 1969, insieme ad altre sette volontarie e sotto la guida dell’avvocato Francesca Ichino, Pia entrò nel Tribunale per i Minorenni di Milano per offrire il proprio tempo e le proprie energie a favore dei bambini abbandonati negli istituti. Da quella prima esperienza nacque l’Ufficio di Servizio al Pubblico per le adozioni, che nel 1975 sarebbe diventato il Centro Ausiliario per i Problemi Minorili – CAM.

Fu un’esperienza pionieristica. Le volontarie contribuirono alla costruzione dello schedario dei bambini adottabili, permettendo di far emergere una realtà allora in gran parte sconosciuta: in pochi mesi gli istituti censiti passarono da 24 a 240 e i minori individuati da poche decine a oltre 13.000.

Pia non fu soltanto una delle fondatrici. Rimase vicina al CAM per tutta la vita, sostenendone le attività e accompagnandone la crescita con la sua generosità. Tra le iniziative che portano il segno della sua attenzione al CAM ci sono le Armoniose note di solidarietà, concerti organizzati nel bel chiostro della sua casa per raccogliere sostegno a favore dell’associazione.

Nel 2019, in occasione dei cinquant’anni del CAM all’interno del Tribunale per i Minorenni di Milano, Pia fu presente insieme ad altre volontarie del gruppo originario: una testimonianza preziosa della continuità di una storia iniziata mezzo secolo prima.

Nel 2022, in occasione dei suoi cento anni, il CAM aveva voluto festeggiarla ricordando soprattutto il suo modo di essere: una persona capace di accogliere, di guardare agli altri con fiducia e di mettere il proprio tempo a disposizione di chi aveva bisogno.

Oggi il CAM si unisce al dolore della famiglia e saluta Pia con gratitudine.

Il suo nome appartiene alla storia del CAM.
Il suo esempio continua a farne parte.

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